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Cimitero Monumentale

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L'area prescelta fu quella che già da secoli esisteva nel terreno che circonda la chiesa di San Pietro.

Si tratta di un vasto quadrato aperto, fiancheggiato da sei arcate coperte a volta, tre per lato e chiuso frontalmente dalla cappella del Crocifisso, dotata di un altare. In seguito la cappella prese il nome dalle Anime del Purgatorio ed il crocifisso fu sostituito da un quadro della Madonna.

Nel vano del Camposanto fu inglobata anche la chiesetta di Santa Barbara.

Nel 1824 il camposanto ospitava 70 tombe, senza contare quelle dei bambini che riposavano nel "zimitoriu",situato tra la chiesa parrocchiale e l'oratorio di Santa Croce e poi demolito per edificare nel 1958 l'attuale casa del Fanciullo.

La caratteristica più saliente del camposanto è proprio la conservazione degli epitaffi scolpiti nelle lapidi mortuarie di marmo bianco di cui 39 scritti in perfetto logudorese e 3 in lingua italiana. Otto delle lapidi in sardo ricordano i congiunti del canonico Spano, compresi il padre e la madre.

Testi: Gavino Spanedda, Chiese e istituzioni di Ploaghe, edes/superstar, Sassari 1989.

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